CHE COS’È L’ANSIA? QUANDO POSSIAMO CONSIDERARLA UN DISTURBO? LO PSICOLOGO RISPONDE

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Le nostre capacità di adattamento ci permettono normalmente di affrontare e risolvere le difficoltà e i problemi della quotidianità. Tuttavia talvolta incorriamo in situazioni che sovrastano le nostre energie e la nostra capacità di far fronte alle richieste della vita.
Altre volte la fragilità o una storia personale particolarmente complicata possono mettere a dura prova la nostra capacità di reagire allo stress o di sentirci tranquilli nelle relazioni interpersonali.
Infine può succedere che eventi particolarmente gravi, come la perdita di una persona cara, una grave malattia, incidenti, aggressioni o grandi catastrofi, possano causare una seria difficoltà a ritornare alla condizione precedente di salute e serenità, per lungo tempo, configurando le condizioni per lo sviluppo di un disturbo da stress post-traumatico (DSPT) o gravi difficoltà di adattamento alle mutate condizioni di vita.
Ognuna di queste eventualità espone la persona che ne è protagonista all’ansia e quando questa supera livelli sopportabili può indurre una sintomatologia che richiede un intervento specialistico. Proveremo a sciogliere di seguito alcuni dubbi sui fenomeni che riguardano la sfera dell’ansia.

Cos’è l’ansia? L’ansia non è sempre un sintomo o una patologia, bensì una condizione necessaria alla sopravvivenza. Infatti se la natura non avesse dotato gli esseri viventi di reazioni di allarme la nostra specie non sarebbe sopravvissuta all’attacco dei predatori, alla paura del buio e all’incertezza del quotidiano. Al tempo stesso se non avessimo l’ansia non potremmo sentire il palpitare del cuore ad un primo appuntamento galante o l’emozione che accompagna un esame scolastico, un diploma o un nuovo lavoro.
L’ansia è quindi una reazione di adattamento normale alle circostanze e agli eventi della vita ma, come il cibo, anch’esso necessario, quando supera certe quantità diventa disfunzionale e patologica e può creare severe conseguenze.
Cosa differenzia l’ansia dal panico? In persone particolarmente ansiose, Il panico può presentarsi come una manifestazione abnorme dell’organismo, improvvisa e inaspettata, che si presenta senza alcun apparente motivo e irrompe in maniera acuta con intensa paura, tachicardia, difficoltà respiratorie, sudorazione abbondante, nausee, giramenti di testa. In genere questi sintomi non sono conseguenza di un disturbo fisico, come per esempio una cardiopatia, ma sono di origine psicologica.
Se avete sofferto almeno una volta di un quadro simile, senza malattie fisiche che ne giustificassero i sintomi, allora siete incappati in un attacco di panico. Normalmente questo fenomeno giustifica l’accesso alle attenzioni del pronto soccorso, dove puntualmente vengono smentite patologie più gravi. Quando il fenomeno insiste e si ripresenta più volte allora si parla di Disturbo di panico.

Qual è la differenza tra panico e fobie? Le fobie sono risposte a determinati stimoli e rappresentano un altro tipo di disturbo della sfera ansiosa. Le fobie più comuni riguardano la paura degli spazi aperti o le altezze, oppure di animali ritenuti minacciosi o disgustosi, come per esempio i cani o i ragni, o ancora la vista di aghi o del sangue. Ne esistono anche di più elaborate e bizzarre ma, in ogni caso chi soffre di fobia, può manifestare sintomi simili a quelli descritti per l’attacco di panico. Ciò che differenzia il disturbo di panico dal disturbo fobico, oltre all’intensità dei sintomi, è la presenza di uno stimolo preciso e conosciuto, che induce sovente la persona che ne soffre ad evitarlo accuratamente. Se ne deduce che “l’evitamento” può diventare a sua volta un aggravante del disturbo, dal momento che restringe abitudini, occasioni e relazioni che prevedano la possibilità di incontrare lo stimolo temuto.
Questi disturbi, i più comuni tra quelli della sfera ansiosa, si presentano al medico con chiarezza e con diverse sfumature di gravità, pertanto in questi casi non è difficile scegliere una terapia e indirizzare il paziente alle cure di uno specialista psicoterapeuta.
Più difficoltoso è invece comprendere quando uno stato ansioso, talvolta protratto, condiziona e interferisce con la possibilità di una vita soddisfacente, piena e consapevole per sé stessi e per le persone più prossime. Infatti, dal momento che l’ansia è una condizione fisiologica, non risulta sempre facile comprendere quando sta superando i limiti e diventa distruttiva.
Diversi segnali possono indirizzare verso un riconoscimento dell’ansia, ne sono esempio i sintomi somatici senza una patologia conclamata; frequenti conflitti interpersonali; la tendenza ad abusare di sostanze, come l’alcol, le droghe o di farmaci al di fuori dalle prescrizioni del medico. Un altro fenomeno di stretta attualità è rappresentato dall’utilizzo smodato dei social network e internet, considerato un indicatore certo della presenza di ansia sia tra i più giovani che tra gli adulti.
Come si vede gli indicatori dell’ansia possono essere molti, di diversa intensità e interessare sfere diverse della salute e delle relazioni. Ogni situazione, tra quelle descritte, richiede interventi di tipo diverso che talvolta prevedono un aiuto di tipo farmacologico, soprattutto nei casi più gravi. In tutti i casi sarebbe opportuno rivolgersi ad uno specialista psicoterapeuta per comprendere l’origine psicologica dei sintomi e i loro possibili sviluppi. Infatti, in tutti questi casi non basta spegnere il sintomo, ma è necessario anche spiegarselo e trovarne le cause.

In prossimi post potremo approfondire le varie dimensioni che abbiamo appena incontrato e capire come affrontare meglio questi segnali.

Dott. Alessandro Campailla, psicologo-psicoterapeuta, Bologna

www.acampailla.com