PREVENZIONE E SINTOMI DELL’ICTUS CEREBRALE

Al giorno d’oggi l’ictus è il disturbo cardiovascolare più frequente dopo la cardiopatia e colpisce 17 milioni di persone l’anno causando 6 milioni di morti.

L’ictus cerebrale è un danno al cervello che si verifica a causa della chiusura di un’arteria cerebrale (in questo caso si parla di ictus ischemico) o della sua rottura (ictus emorragico).

L’85% degli ictus cerebrali sono di tipo ischemico e possono essere causati dalla chiusura di un’arteria in seguito alla formazione di un coagulo al suo interno (trombo) oppure perché questa viene raggiunta da un coagulo formatosi altrove (embolo); generalmente gli emboli si formano nel cuore o nelle placche ateromasiche delle arterie che portano sangue al cervello.

Solitamente la causa principale degli ictus emorragici è la pressione alta che determina la rottura dei vasi (aneurisma).

I fattori di rischio sono molteplici, tra questi alcuni che non possono essere ridotti o monitorati, come l’età, il sesso e la familiarità , ed altri sui quali è possibile agire con un adeguato stile di vita o, se necessario, adottando terapie adeguate.

Ad esempio una dieta equilibrata e una giusta dose di movimento permettono di controllare diversi fattori di rischio:

  • Ipertensione (la pressione corretta a riposo è 80 di minima e 130 di massima mm/Hg)
  • Ipercolesterolemia (valori ideali del colesterolo totale inferiori a 200 mg/dL)
  • Diabete (glicemia a digiuno al mattino inferiore a 110mg/dL)
  • Obesità

Anche smettere di fumare ed evitare l’abuso di sostanze alcoliche sono passi fondamentali per un’efficace prevenzione.

Quando si parla di ictus ischemico si deve però considerare che il 20% dei casi sono dovuti alla fibrillazione atriale, che è la forma più comune di aritmia ed è causata da un’alterazione della frequenza cardiaca.

Questa alterazione del ritmo cardiaco fa sì che il cuore non si contragga come dovrebbe e cio’ causa un ristagno di sangue nelle sue cavità, con la conseguente formazione di coaguli che possono migrare sino a raggiungere il cervello.

Un episodio di fibrillazione atriale può essere di breve durata e risolversi spontaneamente ma molto spesso la patologia è continuativa e necessita di un’opportuna terapia.

Il motivo per cui la fibrillazione atriale è considerata il fattore di rischio numero uno degli ictus cerebrali non è solo l’incidenza del fenomeno ma il fatto che molti individui fibrillano anche per tempi lunghi in modo del tutto asintomatico.

Questa che si chiama fibrillazione atriale silente è quindi molto difficile da individuare.

Per questo nella giornata mondiale dell’ictus cerebrale (29 ottobre) si svolgono iniziative di prevenzione e informazione legate alla fibrillazione atriale. Con la cura e la prevenzione si possono evitare 3 eventi su 4 dovuti alla fibrillazione!

In ogni caso se si ha familiarità verso questa patologia o se quando ci si misura la pressione vengono rilevate alterazioni del ritmo cardiaco sarebbe bene rivolgersi al proprio medico per le opportune indagini.

Come si riconosce un ictus?

Ci sono dei sintomi che sono associabili al fatto che sia in corso un ictus che possono presentarsi da soli o a gruppi:

  • Fortissimo mal di testa improvviso
  • Difficoltà a muovere un braccio o una gamba
  • Perdita di sensibilità ad un arto
  • Difficoltà a parlare
  • La vista scompare per metà o si vede nero

Un sistema non invasivo per riconoscere un ictus è chiedere alla persona di sorridere: se c’è un evento in atto lo farà in maniera asimmetrica!

In ogni caso anche nel dubbio chiamare il 118 o recarsi subito al pronto soccorso, se possibile segnandosi l’orario di inizio dei sintomi per permettere di modulare al meglio le prime cure.

LUNEDì 29 OTTOBRE GIORNATA MONDIALE CONTRO L’ICTUS CEREBRALE
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Questa macchina esegue tre misurazioni successive permettendo di avere la rilevazione ottimale della pressione sanguinea e grazie ad un algoritmo clinicamente testato e approvato dall’associazione italiana fibrillazione atriale di rilevare se il paziente presenta una fibrillazione atriale asintomatica.