CURCUMA, L’ORO D’ORIENTE

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Ma basta inserirla nella dieta o è meglio assumerla come integratore fitoterapico?

È una SPEZIA appartenente alla famiglia delle zingiberaceae (come lo zenzero) diventata popolare anche in Europa in quanto ingrediente principale del CURRY.
Viene utilizzata soprattutto dalle popolazioni orientali, indiane in particolare, ed il suo impiego risale a circa sei millenni fa, ad opera di monaci buddisti che la impiegavano come spezia, ma anche come colorante, cosmetico o rimedio medico naturale.

Dati i benefici che apporta la medicina ayurvedica la contempla tra le piante curative e tra i suoi usi ricordiamo quelli per problematiche della pelle, per dolori articolari, contusioni, ferite, distorsioni, problemi del sistema gastrointestinale e disturbi epatici.
Oggi le sue proprietà sono sempre più supportate dalle moderne ricerche scientifiche.

Agisce mediante il suo principale componente biologicamente attivo (in grado di passare la barriera emato-encefalica) detto CURCUMINA (diferuloilmetano). Negli ultimi anni, l’interesse per il potenziale della Curcumina come agente neuroprotettivo è in aumento e supportato da recenti studi, i quali dimostrano che la popolazione indiana che ne fa largo uso riesce a mantenere negli anni una buona funzionalità del cervello.

Tra tutte le sue proprietà ve ne sono almeno 3 che spiccano sulle altre:

ANTIOSSIDANTE: ci protegge dal danno radicalico dovuto ad un eventuale eccesso di radicali liberi prodotti dal nostro metabolismo, il cosiddetto stress ossidativo. La curcuma ostacola l’attività dei radicali liberi e dunque funge da antiossidante contrastandone gli effetti negativi non solo sulla pelle (invecchiamento cutaneo) ma anche su fegato, stomaco ed intestino.

ANTINFIAMMATORIA: qualche settimana fa la nostra dott.ssa Maddalena ci ha parlato di inflammaging, un termine coniato da un ricercatore italiano dell’università di Bologna proprio per indicare quanto il fenomeno dell’infiammazione cronica sia legato ad un costante logorio dei tessuti dell’organismo e che contribuisce nel tempo al progredire del fenomeno dell’invecchiamento del nostro organismo. Le notevoli proprietà antinfiammatorie della curcuma possono aiutare a prevenire le malattie cardiache e a mantenere in buona salute il cuore, a proteggere le articolazioni e l’intestino.

DEPURATIVA: sostiene la funzione digestiva ed epatica e la funzionalità del sistema digerente, stimola la secrezione biliare e la digestione dei grassi.

Ma basta inserirla nella dieta quotidiana o è meglio assumerla come integratore fitoterapico?
Come dico spesso: DIPENDE, dipende dalla situazione globale del soggetto e dalle personali necessità.

La Curcuma è stata usata come condimento in grandi quantità per centinaia di anni senza particolari reazioni avverse, il suo sapore leggermente piccante, astringente ed amaro unito al suo profumo ed al caldo colore rende ogni piatto unico.

Si consuma cercando di integrarla nell’alimentazione quotidiana e la quantità ideale corrisponde a circa 2 cucchiaini da caffè al giorno, da distribuire sulle pietanze per insaporirle.

N.B. l’utilizzo di prodotti a base di curcuma dovrebbe essere effettuato con cautela nei soggetti in trattamento con alcuni farmaci (ad esempio warfarin, digossina, eritromicina….)

Nei prossimi giorni pubblicherò qualche ricetta nella quale questa preziosa spezia farà da protagonista, quindi …..a prestissimo!!!!!!!

Dott.ssa Daniela Giorgi
Farmacista
Nutritional Sport Consultant
Professionista dietaGIFT
Istruttrice Yoga e Fitness